da sempre sono affascinata dalle impronte delle mani che utilizzo moltissimo anche nei miei assemblaggi, basta guardarle estraniandosi un poco e subito la fantasia le trasforma in immagini e soggetti autonomi, un po’ come avviene osservando le nuvole.
Partendo da questa mia “mania” vi propongo un modo, secondo me divertente, per realizzare delle maschere molto personali, è un lavoro semplice che anche bambini piccoli possono fare con l’aiuto minimo di un adulto.
Occorrente per la base: avanzi di cartoncino e/o carta (vanno bene anche le scatole di cereali o il tetrapack o altri cartoncini riciclati), forbici, colla.
Occorrente per la decorazione: tutto quanto la fantasia vi suggerisce
Io ho realizzato solo alcuni esempi per le basi che, per l’occasione, ho fatto con della carta da stampante.
piegare a metà il foglio o il cartoncino
sovrapporre la mano
e disegnare il contorno, avendo l’accortezza di arrivare fino al bordo piegato, non è necessario essere particolarmente precisi
ritagliare
e aprire, la maschera già si distingue chiaramente
appoggiandola sul viso segnare lo spazio per gli occhi e poi ritagliare
per creare l’ingombro del naso fare due taglietti come indicato in foto (questo è il momento, per chi vuole, di decorare la maschera prima di procedere con gli altri passaggi)
e incollare sovrapponendo un poco
è possibile abbellire ulteriormente “arricciando le dita” con le lame delle forbici
indossandola al contrario l’espressione muterà.
Cambiando la posizione della mano
e procedendo come descritto
si otterranno maschere diverse
che a seconda della forma, potranno ottenere tridimensionalità
facendo tagli e sovrapposizioni in parti diverse.
Sulle dita di questa maschera ho fatto una pieghettatura che può essere interpretata come una sorta di capelli arricciati
o nastri pendenti.
Nuova posizione
nuova impronta
nuova maschera
due tagli
per dare volume e la maschera è fatta.
I ritagli rimasti
possono essere usati
per arricchire di particolari le maschere
che si potranno indossare o utilizzare per decorare casa o aule di scuola
questo post partecipa a Riciclo creativo per bambini di Mammabook